I BENEFICI DELLA MEDITAZIONE: Come raggiungere la felicità

da | Gen 25, 2021 | BENESSERE | 0 commenti

MARZIA MENOTTI

MARZIA MENOTTI

Psicologa Psicoterapeuta

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Si, la meditazione ti rende felice.
Anche la scienza, oggi, riconosce la validità della pratica meditativa e sottolinea i suoi enormi benefici sia a livello fisico che psicologico.
Ve ne sono di diversi ma oggi vi parleremo dei benefici principali della meditazione.

Le origini

Il termine meditazione, dal latino “meditatio” ovvero “riflessione“, definisce una pratica universale e molto antica atta a calmare la mente.
La meditazione e le pratiche Mindfulness (versione occidentale della meditazione buddhista), possiamo vivere nel “qui e ora”, abbandonando pensieri ed emozioni negative, fino a raggiungere il benessere e la felicità.

Conosciamo insieme quali sono  i 4 principali benefici della meditazione e come contribuiscono al raggiungimento della felicità.

La meditazione rafforza la SALUTE FISICA

Recenti studi sulla neurofisiologia hanno dimostrato che la pratica quotidiana della meditazione può portare cambiamenti molto positivi nell’organismo (Renjen, Chaudhari, 2017).

La meditazione, infatti, aiuta a rilassare il corpo, diminuendo la tensione nei muscoli. In generale, questo permette di ridurre il senso di affaticamento e migliorare la qualità del sonno.

Più nello specifico, meditare aiuta a stabilizzare una serie di funzioni biologiche, come la pressione sanguigna e i livelli ormonali. Inoltre, rafforza il metabolismo, diminuisce l’infiammazione cellulare e potenzia il sistema immunitario.
Praticare regolarmente la meditazione introduce un cambiamento positivo nello stile di vita, migliorando il benessere dell’organismo.

La meditazione migliora la SALUTE EMOTIVA

Uno studio, condotto su larga scala, ha rivelato che la meditazione, praticata con regolarità, riduce la probabilità di sviluppare disturbi legati all’umore (Jain, Walsh, Cahn, 2015).
Concentrandoci per alcuni minuti ogni giorno, possiamo diventare più vigili e aumentare la consapevolezza su quali sono pensieri che guidano le azioni svolte durante il giorno.

Questo permette di migliorare l’immagine che abbiamo di noi stessi e quindi la nostra autostima.

La meditazione è un RIMEDIO ALLO STRESS

Durante la vita, incontriamo spesso avversità inaspettate, a cui dobbiamo adattare gli abituali stili di fronteggiamento, o “coping“. In seguito a tali avversità, il livello di cortisolo nell’organismo aumenta, dando così origine allo stress.

La meditazione ha l’incredibile capacità di calmare la mente, rendendola in grado di concentrarsi sul presente e superare le situazioni stressanti.

A questo proposito, è interessante citare la pratica meditativa  “The Relaxation Response”, proposta da Herbert Benson (medico dell’Harvard Medical Institute).
Dallo studio è emerso come, questa tecnica di rilassamento, aiuti a regolare e gestire lo stress.


La meditazione promuove l’EQUILIBRIO MENTALE

La meditazione aiuta a controllare la “mente scimmia” (Luders, Cherbuin, Kurth, 2015), cioè le attività cerebrali note come “Default Mode Network” (DMN).

Il DMN è responsabile di ciò che pensiamo, quando non ci occupiamo di nulla di specifico e lasciamo vagare la mente. La ridotta attività DMN nel cervello è il motivo per cui i meditatori possono rimanere sempre più orientati al presente e concentrati, raggiungendo così un elevato livello di pace e benessere.

Come emerge dalle righe precedenti, la meditazione è senza dubbio uno dei metodi migliori per calmare le “tempeste mentali” e dissolvere l’inconsapevolezza che spesso accompagna le azioni quotidiane.

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Hai mai provato la meditazione? Hai ottenuto altri benefici?
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Riferimenti bibliografici:

  • Chaudhari D., Renjen P., “Neurological Benefits of Mindfulness medicine”, 2017
  • Cahn B., Jain F., Walsh R., “Critical Analysis of the Efficacy of Meditation Therapies for Acute and Subacute Phase Treatment of Depressive Disorders: A Systematic Review”, 2015
  • Cherbuin N., Kurth F., Luders E., “Forever Young(er): Potential Age-defying Effects of Long-term Meditation on Gray Matter Atrophy”, 2015
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